franz kafka: sono io che me ne vado


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Nella notte fra il 9 e 10 Agosto 1917 Kafka accusò una grave emottisi, cioè sputò sangue. Il 4 Settembre gli fu diagnostica la laringite tubercolare, una malattia difficilmente guaribile per quei tempi.
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Dal Settembre 1918 il suo male iniziò ad aggravarsi. Di lì seguirono soggiorni di cura sempre più lunghi a Turnau, Schelesen, Merano, Matliary (Monti Tatra in Slovacchia).
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Nell'estate 1923 durante un soggiorno nella stazione balneare di Müriz (Mar Baltico) conobbe Dora Diamant. I due decisero di convivere e il 24 Settembre si trasferirono a Berlino. L'inverno 1923/24, particolarmente freddo, fu durissimo anche per l'inflazione galoppante, la miseria, la mancanza di carbone.
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A fine Febbraio la malattia subì un repentino aggravamento e il 17 Marzo il suo amico Max Brod lo riaccompagnò a Praga perchè potesse godère di un'assistenza migliore.
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Purtroppo le sue condizioni peggiorarono e venne ricoverato nel sanatorio Wiener-Wald alla periferia di Vienna.
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Lì lavorava Markus Hajek, il più famoso rinolaringoiatra austriaco che fra l'altro aveva operato Freud per un tumore alla mascella.
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Hajek considerava Kafka un caso disperato dato che ormai il paziente non poteva più muovere la bocca.
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Il 19 Aprile su decisione degli amici fu trasferito in un altro sanatorio viennese, l'Hoffman a Kierling. Al suo capezzale c'erano Dora, Max ed il dottor Robert Klopstock. Non potendo più parlare scrisse al giovane amico un biglietto.
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Negli ultimi giorni le iniezioni di morfina non gli facevano più effetto e per di più Kafka non poteva né deglutire né mangiare.
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La sera precedente il giorno della morte, scoppiò in un lungo pianto, dapprima silenzioso e poi convulso.
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