antónio gedeão: una poesia

ADDIO, LISBONA


Me ne vado dall’Altro Lato
in un traghetto di servizio.
Fa finta di muoversi, ma non si muove;
sembra un giocattolo.
Si piazza l’uomo al timone.
Tutto ondeggia, cigola e trema.
Sbuffa il vapore nella caldaia.
Un bambino lancia un gridolino;
si è spaventato per il fischio
del traghetto di servizio.

Tutto tronfio, traballa
come un pupazzo di corda.
Non so se va, o se resta.
Si vede solo che traballa
e oscilla da una sponda all’altra.
Lamiere di sole, corrusche
come lame di spada,
fendono il rollio delle acque
e fiammeggianti spruzzano
lustrini di madreperla.
Sotto quella pioggerellina dorata,
la barchetta tenera e molle
si allontana, pigra,
sulle orme del sole.

Ad ogni giro di pale
macina le acque che ha intorno,
nei mulinelli che crea,
negli schizzi che mi porta
e mi tempestano di goccioline,
ci sono scintille rutilanti,
schegge di marcassite,
politure di pirite,
clivaggi di diamanti.

In un’ipnosi collettiva,
come un fregio di ammaliati,
gli occhi perduti in lontananza
in un’attesa di trance,
tutti insieme, sulla murata,
in una sonnolenza d’oppio,
vediamo, nel pomeriggio stordito,
Lisbona televisionata
su un panoramico cinemascope.
Il sole e l’acqua cospirano
in un'intrigante bellezza,
inondano l’aria d’indolenza,
di effluvi sfuggiti
da una diga stregata.
Fulva, nel cielo infuocato,
composta come chi sta in posa,
la città è colorato
scenario di apoteosi.

Ci sono fazzoletti agitati
negli occhi di tutti noi,
desiderio di innamorati,
la voce spezzata.
In questa kermesse dell’aria,
in questa festa di suoni,
chi ha il coraggio di credere
che gli uomini non sono buoni?

Addio, Addio, marittima
città di calafati,
rubra di acqua marina
pietra di molti carati.
Issa le vele, marinaio,
la rotta è verso Calcutta.
Oh che venticello basso!
Che mare piatto e nudo!
Oh, della gabbia! Stai allerta!
Attenzione ai banchi di sabbia.
Eccomi, alla scoperta
delle Indie Orientali.

Non ho paura di nulla,
né temo alcunché.
La vita è leggera e ricamata,
come questa resta di schiuma.
Tutti sono seri e buoni!
Non esistono uomini malvagi!
Addio, Tago! Addio, Lisbona!
Addio, Ribeira das Naus!
Addio! Addio!Addio! Addio!

Traduzione di Clelia Bettini

 

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