annalisa trentadue: due poesie
Nel silenzio
Lo squillo è così forte,
assordante,
tutto intorno a me
sparisce.
Lento il tuo respiro, lieve il tuo sorriso,
calmo il tuo dolore.
Il silenzio.
Pallida come la neve, sì,
sei così stanca,
le tue palpebre tutta la notte
non hanno riposato,
la tua mano tutta la notte mi ha cercata,
le tue lacrime tutta la notte hanno accarezzato il cuscino.
- Pronto?!
…ho paura.
Mi sei davanti,
ma non ti vedo,
ti cerco, urlo,
mi senti? lo sento,
ti ho davanti,
ma non ti vedo.
Rifletti nelle lacrime, mie,
improvvisamente dei volti,
un silenzio, un bisbiglio lontano,
spoglie pareti bianche,
lo stridio di un letto, freddo.
Oggi come ieri
imprigionata
in quell’indimenticabile squillo.
(29/ottobre/1997
29/ottobre/2007)
***
Oltre il tempo
Il tuo sguardo va oltre,
oltre le ringhiere, oltre un cancello mai aperto.
Fuori un cortile ghiaioso, polveroso
di gesso rosso, sgretolato.
Graffia, solcando un terreno così arido
e brucia, ardendo rami, terra, volti.
Lo squillo è così forte,
assordante,
tutto intorno a me
sparisce.
Lento il tuo respiro, lieve il tuo sorriso,
calmo il tuo dolore.
Il silenzio.
Pallida come la neve, sì,
sei così stanca,
le tue palpebre tutta la notte
non hanno riposato,
la tua mano tutta la notte mi ha cercata,
le tue lacrime tutta la notte hanno accarezzato il cuscino.
- Pronto?!
…ho paura.
Mi sei davanti,
ma non ti vedo,
ti cerco, urlo,
mi senti? lo sento,
ti ho davanti,
ma non ti vedo.
Rifletti nelle lacrime, mie,
improvvisamente dei volti,
un silenzio, un bisbiglio lontano,
spoglie pareti bianche,
lo stridio di un letto, freddo.
Oggi come ieri
imprigionata
in quell’indimenticabile squillo.
(29/ottobre/1997
29/ottobre/2007)
***
Oltre il tempo
Il tuo sguardo va oltre,
oltre le ringhiere, oltre un cancello mai aperto.
Fuori un cortile ghiaioso, polveroso
di gesso rosso, sgretolato.
Graffia, solcando un terreno così arido
e brucia, ardendo rami, terra, volti.


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