guido morselli e dante virgili
Il protagonista di Dissipatio H.G., romanzo di Guido Morselli, è uomo lucidissimo ironico ipocondriaco e soprattutto “fobantropo” attirato da un feroce solipsismo. Decide di annegarsi in uno strano laghetto in fondo ad una caverna, in montagna. Ma questo non accade, perché all’ultimo momento cambia idea: secondo il suo pensiero, se si fosse ucciso, il genere umano sarebbe scomparso. Comincia allora un’appassionante monologo, sullo sfondo di una solitudine assoluta e di un silenzio rotto soltanto da qualche voce di animale o da qualche ronzio di macchine che continuano a funzionare. Il mondo è ora popolato soltanto da “ oggetti vicini e irraggiungibili, noti e irriconoscibili, sfigurati”.
Nel romanzo La distruzione, Dante Virgili ci presenta la storia di un quarantenne ex interprete delle SS in Italia, e ora correttore di bozze presso un giornale governativo, al quale la caduta del folle sogno di grandezza hitleriano, che egli aveva assunto totalmente, ha ingigantito ancora di più il cancro distruttivo che lo possiede, complici un fisico sgradito alle donne e una società che rischia continuamente di ripetere i propri errori. Il suo sogno delirante è dunque ormai uno solo: la distruzione totale dell'uomo. L'originalità, l'intelligenza, il fascino sinistro che il libro emana, stanno nell'aver saputo riprodurre questa cellula degenerata dal di dentro fino al punto da darci il brivido allarmante delle ragioni che sembrano giustificarla, quella parte di ambigue ragioni che anche queste formazioni neoplastiche finiscono per mostrare, e le cui spore si ha l'impressione che più o meno coscientemente si annidino dappertutto.
Dalle introduzioni ai due romanzi.
Nel romanzo La distruzione, Dante Virgili ci presenta la storia di un quarantenne ex interprete delle SS in Italia, e ora correttore di bozze presso un giornale governativo, al quale la caduta del folle sogno di grandezza hitleriano, che egli aveva assunto totalmente, ha ingigantito ancora di più il cancro distruttivo che lo possiede, complici un fisico sgradito alle donne e una società che rischia continuamente di ripetere i propri errori. Il suo sogno delirante è dunque ormai uno solo: la distruzione totale dell'uomo. L'originalità, l'intelligenza, il fascino sinistro che il libro emana, stanno nell'aver saputo riprodurre questa cellula degenerata dal di dentro fino al punto da darci il brivido allarmante delle ragioni che sembrano giustificarla, quella parte di ambigue ragioni che anche queste formazioni neoplastiche finiscono per mostrare, e le cui spore si ha l'impressione che più o meno coscientemente si annidino dappertutto.
Dalle introduzioni ai due romanzi.


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