Commento al Blog-Sito

Voglio dire qualcosa rispetto a questo blog-sito (blog perché aperto a commenti, e sito perché riguarda soprattutto me, ossia me in quanto scrittura e arte in senso ‘corsaro’).

Ho cercato di costruire un percorso, innanzitutto presentandomi, secondo le convenzioni, come poeta, e poi sviluppando con alcuni testi un modo di stare nella lingua poetica più ‘carnale’ (Calandrone e anche Loreto, D’Agostino, Di Dio, Recalcati) e più ‘disincarnato’ (Tardino, Greppi, André).

Autori scelti? Forse no, presenti in certe mie occasioni di lettura e di frequentazione amicale. Dunque altri ci potevano essere. Forse. Ma IL TUTTO, assieme alle foto e ai video, in una esperienza.

Cioè? E’ solamente, ma in modo pregnante, ‘virtuale’ ciò che leggete. Esiste, qui, in un libro, in un quadro, in una fotografia, in un video. Esposto alla società dello spettacolo, depersonalizzante, reggo l’essere esposto. E voi che leggete e guardate, depersonalizzati ed esposti, reggete? Che cosa siamo come esseri umani e quale responsabilità possiamo essere legittimati ad avere?

Le nostre vite si inscrivono nell’arte. E’ il massimo che possiamo pretendere. Vogliamo farlo veramente, onestamente, disperatamente, sinceramente. Mi misuro, per quanto riesco ad esprimere in questo spazio, con la sparizione del ‘reale oggettivo’ (nel virtuale), con quanto è translucido, prossimo al trasparente e PERCIO’ ‘nuovamente’ opaco.

Dalla vita concreta all’arte oggi poco ci passa, e dimentichiamo davvero l’estetismo di dannunziana memoria. La realtà è esposizione al nulla, alle sue possibilità di esperienza (lo scienziato e poeta Gedeão, qui presentato, che si è occupato di Fisica ci dice assieme agli altri ‘post’ qualcosa).

Virtuale, sparizione, nulla, arte, sono parole ‘forti’, non buttate lì ma certamente non spiegate. Lo so. Occorre pensarci, praticarle in qualche modo. La confusione o/e la perplessità del lettore sono senz’altro, diciamo così, messe in conto.

 

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Comments

  • 1/18/2008 5:16 PM francesco sasso wrote:
    Da lettore le dico che in me non c'è nessuna perplessità né confusione durante le mie passeggiate in questo suo spazio virtuale, poiché qui, nel virtuale-nulla, il ricevente è in grado di controllare più strettamente la coerenza, l’unità e gli scopi del testo/immagine/suono, senza essere condizionato (come accade nella comunicazione orale) dalla presenza dell’emittente, che può intervenire a rettificare, precisare, cambiare il messaggio. Nel virtuale/nulla i ritmi e i tempi dipendono dal ricevente, il quale può giungere in questo non-luogo attraverso percorsi suoi, spesso inimmaginabili e discordanti da chi ha prodotto il segnale. In ciò c’è caos, vita. E sebbene regni il caos, tutto va bene.

    f.s.
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    1. 1/18/2008 9:24 PM Mario Benedetti wrote:
      sì, ma il mio "segnale" in questo  post è stato dettato anche da preoccupazione di coerenza, e difficoltà a costruire questo spazio virtuale. Quindi ben venga la sua disponiblità ad accoglierlo. Accoglierlo nei modi suoi, di più non si può chiedere. Ho cercato di riassumere ciò che ho fatto qui attraverso i post, poi si vedrà. Grazie Francesco, vorrei dire: non solo a me ma anche a te.
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  • 1/20/2008 11:44 AM silviamonti wrote:
    questo spazio mi piace per le continue sollecitazioni che dà, dirette e decise.
    s.
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  • 3/9/2008 12:28 AM francesco wrote:
    Mi scuso se uso questo spazio comune per chiedere a Mario Benedetti la possibilità di una conversazione privata.
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