Audiofile: prosa da Umana gloria

ASCOLTA L'MP3 CON LA LETTURA DELLA PROSA DA UMANA GLORIA [13M]

La strada sale come il tratto forte seguito sul quaderno, trasportata dagli autocarri, dai carri trainati dai buoi. Le ruote cigolano sul ferro seccato, crepitano sulla ghiaia, meno rada che nei ricordi colti sulle fotografie, le cinture di gomma sgonfiate. In mezzo all’erba, la strada per dove salire è ingombra di sassi. Oh incantami, o mandami via di qui di nuovo disperso. I piedi hanno i segni di piccole e di profonde ferite. I campi ingombrati dalle ortiche e dai nodi dell’erba lasciata troppo alta: la trama dei danzatori e dei canterini, della notte lunare e degli alberi, delle foglie. Stinge il temporale perché si beva una buona primavera, per annunciare una ricca estate, un autunno che offra tre volte le sementi. Le rane, per averti nascosta durante la guerra, hanno larghe bocche. Sul ciglio attendo dai rumori parole che non siano di fogli accartocciati tra le dita nervose. Le macchie dei colli, in fondo agli occhi, hanno il colore delle giornate riassunte dallo sguardo meno conosciuto. E incantami col volo dei carri e mandami sulle azzurre piste dei lupi. Meno guardato nella scura cucina, sulle sfoglie inzuppate nel latte della scodella, masticate nell’angolo sbalordito dalla candela.

 

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