Slovenija, Slovenija: un'installazione multimediale

slovenijainst.jpgLo scrittore Giuseppe Genna, sul suo sito, sta praticando una forma multimediale che include testo, immagini e colonne sonore, grazie a un programma che sintetizza il tutto in slideshow. Giuseppe Genna ha dato il nome di "installazioni" a questi esperimenti che nascono in Rete e per la Rete, ma possono esorbitarne e venire proiettati anche su grande schermo (qui l'elenco completo di tali installazioni). Uno di questi esperimenti multimediali è dedicato a una poesia di Umana Gloria, Slovenija, Slovenja. Viene mostrato il testo integrale. Le immagini sono tratte dalla Rete: opere di Joseph Beuys, Ilya Kabakov, Luc Boltanski e altri artisti. La colonna sonora è di Murcof: si tratta di MfRelay dall'album Utopia.
L'installazione è visibile per computer Mac e Pc se si sceglie
la versione html, mentre il file eseguibile è visionabile solo per Pc (basta downloadarlo e, perché l'installazione sia a schermo pieno, cliccare la freccia obliqua arancione nella barra in basso).

SLOVENIJA, SLOVENIJA - versione html
SLOVENIJA, SLOVENIJA - file .exe - 4.6M

 

Slovenija, Slovenija

               "Erano vicine nell’abisso del tempo
               la morte girava intorno a una memoria nomade
               (...) posavano i ricordi la notte e i sogni
               in una camera vuota
"
               Tahar Ben Jelloun,
Non identifiés

E’ venuto con i passi nell’erba,
è un vento che pensa e ha avuto un prato là,
e scende, va così, e sale nella mummia del fieno il suo forcone.

Su, qui, Silvano Berra ricorda Franco che tagliava ieri i càrpini.
Io faccio fatica a dire chi sono perché non è più niente l’erba che capita.
Aspetto sul muro il muro per sedermi, di poter guardare qui davanti
il vento che è stato, i giorni che erano anche per me giornate di caldo.

La nonna malata, ma era sempre un po’ magra, malata,
avvilita per le spese del funerale:
"come fate", lo ripeteva alla mamma.
L’avevano portata con il carro all’ospedale e poi quando era venuta
tra quelle due finestre si era fermato.
Uno ubriaco l’aveva messa in spalla come un sacco. E’ morta così,
l’hanno messa per terra ma era morta.
Stava lì, nel suo vestito, con quello che si era visto sempre.
Era buona, era una donna buona.

Piangi qua, borgo senza nessuno
carbone dei corpi e delle mucche
vestiti bruciati, visi neri
fumo delle carni e del fieno umido.

 

 

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